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Diritto ecclesiastico - programma
LAW AND RELIGION - programma

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JLIA PASQUALI CERIOLI , responsabile dell'insegnamento

Corso di laurea in GIURISPRUDENZA C.U. (CLASSE LMG/01) Immatricolati fino all'a.a. 2013/2014 - Laurea Magistrale a ciclo unico - 2016/2017

Insegnamento obbligatorioNo
Anno di corso3
Periodo di svolgimentoprimo semestre
Settori scientifico disciplinari
  • IUS/11 - Diritto canonico e diritto ecclesiastico
Crediti (CFU) obbligatori6
Crediti (CFU) facoltativi-

Informazioni generali

Obiettivi: La laicità dello Stato e la tutela delle libertà di religione, in forma individuale ed associata, costituiscono il principio ispiratore e l'obiettivo primario del Diritto Ecclesiastico. La materia compone in modo sistematico e con specifici criteri interpretativi l'articolato settore dell'ordinamento giuridico che nel nostro sistema democratico e pluralistico tutela in molteplici campi dell'esperienza giuridica gli interessi degli individui e delle organizzazioni sociali che attengono alle credenze e alle convinzioni religiose. Sono dunque presi in esame sia la legislazione unilaterale dello Stato e delle Regioni, sia la specifica disciplina concordata con le confessioni, sia le fonti di diritto internazionale e dell'Unione europea sempre più rilevanti nella rapida trasformazione della società.
Nella concreta attuazione del diritto i giudici - nell'ordinamento interno, internazionale e dell'Unione europea - sono sempre più spesso chiamati a risolvere i conflitti con le autonome discipline confessionali, a comporre i conflitti di lealtà dei cittadini-fedeli, a garantire la pari dignità e l'uguaglianza degli appartenenti alle confessioni di minoranza, specialmente se estranee alle culture ed alle tradizioni nazionali, e dei non credenti. In questo quadro, la Corte costituzionale ha contribuito all'adeguamento delle fonti e alla ricostruzione teorico-sistematica dei principi della disciplina.
In generale, i temi delle obiezioni di coscienza, dei simboli religiosi, della bioetica, delle convivenze di fatto, dell'eutanasia, dell'immigrazione, delle libertà, acquistano un rilievo sempre crescente e ripropongono all'attenzione la problematica del rapporto tra religione e diritto.
Il diritto ecclesiastico è materia d'esame per l'abilitazione alla professione di avvocato.

Risultati di apprendimento previsti: 1) Conoscenza e capacità di comprensione.
È richiesta una formazione di cultura generale (giuridica e non) per sviluppare la comprensione delle nozioni specifiche del diritto ecclesiastico; tra queste rilevano in modo particolare quelle di laicità, confessione religiosa, libertà di coscienza, pluralismo religioso.
2) Capacità applicative.
Utilizzazione dei concetti e degli istituti giuridici appresi, in funzione delle varie fattispecie che si possono presentare, con capacità di affrontare e risolvere problemi anche su tematiche nuove o non consuete prospettabili nel campo del diritto ecclesiastico con un approccio, all'occorrenza, interdisciplinare.
3) Autonomia di giudizio.
Acquisizione di consapevole autonomia di giudizio con riguardo alla comprensione e interpretazione delle fonti normative e della giurisprudenza, nonché all'individuazione delle soluzioni preferibili nei singoli casi, in relazione al diritto ecclesiastico.
4) Abilità nella comunicazione.
Acquisizione del linguaggio tecnico-giuridico generale e specifico del diritto ecclesiastico, di capacità espositive, comunicative e argomentative proprie delle professioni giuridiche, tali da poter colloquiare agevolmente sia con interlocutori specialisti, sia con soggetti non specialisti.
5) Capacità di apprendere.
Acquisizione di capacità per l'adeguamento delle proprie conoscenze in relazione alla variabilità del quadro normativo e giurisprudenziale, tipica del settore giuridico in generale e del diritto ecclesiastico in particolare.

Programma di studio

Programma: La laicità dello Stato e la tutela delle libertà di religione, in forma individuale e associata, costituiscono il principio ispiratore e l’obiettivo primario del Diritto Ecclesiastico. La materia compone in modo sistematico e con specifici criteri interpretativi l’articolato settore dell’ordinamento giuridico che nel nostro sistema democratico e pluralistico tutela in molteplici campi dell’esperienza giuridica gli interessi degli individui e delle organizzazioni sociali che attengono alle credenze ed alle convinzioni religiose. Saranno dunque presi in esame in primo luogo sia la legislazione unilaterale dello Stato e delle Regioni, sia la specifica disciplina concordata con le confessioni; sarà poi dedicata particolare attenzione alle fonti di diritto internazionale e dell’Unione europea, sempre più rilevanti nella rapida trasformazione della società.
Nella concreta applicazione del diritto i giudici – nell’ordinamento interno, internazionale e dell’Unione europea – sono sempre più spesso chiamati a risolvere i conflitti con le autonome discipline confessionali, a comporre i conflitti di lealtà dei cittadini-fedeli, a garantire la pari dignità e l’uguaglianza degli appartenenti alle confessioni di minoranza, specialmente se estranee alle culture ed alle tradizioni nazionali, e dei non credenti. In questo quadro, la Corte costituzionale ha contribuito all’adeguamento delle fonti ed alla ricostruzione teorico-sistematica dei principi della disciplina.
In generale, i temi delle obiezioni di coscienza, dei simboli religiosi, della bioetica, delle convivenze di fatto, dell’eutanasia, dell’immigrazione, delle libertà, acquistano un rilievo sempre crescente e ripropongono all’attenzione la problematica del rapporto tra religione e diritto.
Il corso è integrato da due moduli facoltativi – Enti ecclesiastici e Libertà di coscienza e religione nella C.E.D.U. – che danno diritto a 3 crediti formativi.
Si segnala, in ultimo, che il diritto ecclesiastico è materia d’esame per l’abilitazione alla professione di avvocato.

Programma del corso
Saranno trattati in particolare i seguenti argomenti:
1. Il sistema delle fonti del diritto ecclesiastico italiano.
2. Il principio supremo di laicità dello Stato.
3. I principi di uguaglianza nella libertà e di bilateralità nel sistema costituzionale dei rapporti tra Stato e confessioni religiose (concordato e intese: artt. 7 e 8 Cost.).
4. L’uguaglianza, la non discriminazione e la libertà religiosa nella Costituzione (artt. 3, 19 e 20) e nell’Unione europea.
5. Gli enti ecclesiastici ed il principio di non discriminazione. Il sistema di finanziamento pubblico, diretto e indiretto, alle confessioni.
6. Il matrimonio religioso con effetti civili (concordatario e acattolico).

Bibliografia e altri materiali didattici: A. Albisetti, Il diritto ecclesiastico nella giurisprudenza della Corte costituzionale, 5ª edizione, Milano, Giuffrè, 2014;
A. Albisetti, Il matrimonio delle confessioni religiose di minoranza, Milano, Giuffrè, 2013;
G. Casuscelli (a cura di), Nozioni di diritto ecclesiastico, 5ª edizione, Torino, Giappichelli, 2015.

Per la consultazione delle fonti si veda S. Berlingò – G. Casuscelli, Codice del diritto ecclesiastico, 5ª ed., Milano, Giuffrè, 2009.

Modalità di esame, prerequisiti, esami propedeutici

Esame in un'unica volta o suddiviso in partiunico
Modalità di accertamento conoscenzeEsame
Giudiziovoto verbalizzato in trentesimi

Organizzazione della didattica

Settori e relativi crediti

  • Settore:IUS/11 - Diritto canonico e diritto ecclesiastico - Crediti:6
Attività didattiche previste

Lezioni: 45 ore

Ricevimento Docenti

Orario di ricevimento Docenti
DocenteOrario di ricevimentoLuogo di ricevimento
JLIA PASQUALI CERIOLI , responsabile dell'insegnamentomercoledi ore 10.30Sezione di Diritto ecclesiastico e canonico