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Filosofia del diritto progredito - programma
PHILOSOPHY OF LAW ADVANCED - programma

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MARIO RICCIARDI , responsabile dell'insegnamento

Corso di laurea in GIURISPRUDENZA C.U. (CLASSE LMG/01) immatricolati fino all' a.a 2013/2014 - Laurea Magistrale a ciclo unico - 2014/2015

Insegnamento obbligatorioNo
Anno di corso
Periodo di svolgimentoprimo semestre
Settori scientifico disciplinari
  • IUS/20 - Filosofia del diritto
Crediti (CFU) obbligatori6
Crediti (CFU) facoltativi-

Informazioni generali

Obiettivi: Lo spunto per il corso di questo anno è offerto da un anniversario. Cinquanta anni fa, nel 1963, veniva pubblicato Law, Liberty and Morality di H.L.A. Hart, una delle più influenti difese contemporanee dell'adozione di principi liberali nel campo del diritto penale. Nello scrivere le Lectures che sono alla base del libro, Hart aveva in mente le reazioni negative seguite alla pubblicazione del Wolfenden Report (1957) che aveva raccomandato la depenalizzazione delle relazioni omosessuali consensuali tra adulti. In particolare, Hart reagiva a una Lecture tenuta da sir Patrick Devlin, un autorevole giudice, che attaccava le conclusioni del rapporto sostenendo che il diritto penale deve tener conto delle opinioni morali diffuse. Hart e Devlin erano in disaccordo, tra l'altro, sulla interpretazione del c.d. “principio del danno” (Harm Principle) proposto da John Stuart Mill nella sua classica difesa del liberalismo, On Liberty, pubblicata nel 1859. Pur avendo natura occasionale, lo scritto di Hart affrontava un problema di giustizia che non riguarda semplicemente il modo in cui il diritto considera certi tipi di relazioni sessuali. La questione di fondo era infatti quella dei limiti del diritto penale, e del ruolo delle giustificazioni morali nel determinare i confini dell'uso legittimo della coercizione. Negli ultimi cinquanta anni, Hart è stato lodato da chi considera Law, Liberty and Morality una pietra miliare del liberalismo e criticato da chi invece rimprovera al filosofo britannico di aver aperto la strada con i suoi argomenti a una “società permissiva”. La discussione sul lavoro di Hart ci porta dunque a porci il problema del valore della tolleranza in una società pluralista e democratica, e dei limiti del liberalismo.

Programma di studio

Programma: Argomento del corso
Cesare Beccaria: Utilitarismo, Contrattualismo, Diritti.

Scopo del corso
Luigi Settembrini ha scritto che Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria, di cui quest’anno si celebra il duecento cinquantesimo anniversario della pubblicazione, più che un libro è «un fatto storico, perché segna il tempo in cui fu abolita la tortura e le atrocità nei giudizi criminali, e si cominciò a pensare se è proprio necessaria la pena di morte ai colpevoli». Per il letterato napoletano – che scriveva negli anni sessanta dell’ottocento, all’incirca un secolo dopo la pubblicazione del libro – la fama dell’opera era tale da cancellare quasi gli altri meriti dell’autore, una circostanza che ispirava lodi non prive di ambiguità: Cesare Beccaria, affermava Settembrini, «scrisse meno di tutti, ed ebbe fama più di tutti: il suo nome rappresenta un concetto di giustizia e di umanità: e però non sarà mai dimenticato». Oggi possiamo affermare che questo giudizio, che suona come una profezia, si è avverato solo in parte. Non abbiamo dimenticato il nome di Beccaria, e lo associamo alla battaglia per la giustizia e l’umanità delle pene che fu uno dei motivi dominanti dell’Illuminismo, ma siamo certamente meno ottimisti dei nostri predecessori per quel che riguarda il successo del libro. La pena di morte non è scomparsa del tutto, e persino la tortura, come ci ha ricordato di recente Amnesty International, è una pratica diffusa ovunque nel mondo, anche in paesi che possono vantare tradizioni giuridiche di grande civiltà. Se di fatto storico si tratta, e mi pare che sia difficile dubitarne, la pubblicazione di Dei delitti e delle pene segna una svolta morale, piuttosto che il raggiungimento di un obiettivo politico. Dopo Beccaria l’onore della prova per chi vuole difendere pena di morte o la tortura è diventato molto più alto, perché non è facile superare le obiezioni che il filosofo milanese ha sollevato.
La teoria della pena formulata da Beccaria nei primi capitoli del Dei delitti e delle pene ha una forte somiglianza con le teorie contemporanee della giustizia – come quelle di Hart e di Rawls – che coniugano l’idea di cooperazione per il mutuo vantaggio con il tentativo di ricostruire per via ipotetica equi termini di cooperazione. Scrive Beccaria: «fu dunque la necessità che costrinse gli uomini a cedere parte della propria libertà: egli è adunque certo che ciascuno non ne vuol mettere nel pubblico deposito che la minima porzion possibile, quella sola che basti ad indurre gli altri a difenderlo. L’aggregato di queste minime porzioni possibili forma il diritto di punire; tutto il di più è abuso e non giustizia, è fatto, ma non già diritto». Lo straordinario successo storico, cui allude Settembrini, degli argomenti di Beccaria contro la pena di morte, e in favore di un atteggiamento più umano nei confronti dei condannati, ha finito per spingere in secondo piano, fin quasi ad oscurare, questa dimensione teoretica del libro. Colta, per una curiosa ironia della sorte, più da avversari come Ferdinando Facchinei (che vide in Beccaria «il Rousseau degli italiani») che da estimatori come Voltaire, che si concentrarono sulle proposte di riforma che esso avanzava. Lo scopo del corso sarà dunque non solo accompagnare gli studenti nella lettura di un classico, aiutandoli a porlo nel suo contesto storico e culturale, ma anche stimolarli a riflettere sui problemi filosofici che Beccaria si pone e sulla rilevanza che essi hanno ancora oggi.

Programma del corso
Le lezioni avranno ad oggetto il testo di Beccaria.

Parole chiave
Moralità, Pena, Libertà, Diritti, Danno, Giustizia, Utilità, Prevenzione, Tolleranza, Liberalismo, Neutralità.

Bibliografia e altri materiali didattici: Bibliografia
Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene, Feltrinelli, Milano 2014.

Letture consigliate
Philippe Audegean, Cesare Beccaria, filosofo europeo, Carocci, Roma 2014 (in particolare i capp. 1, 2 e 3).
Dario Ippolito, Diritti e potere. Indagini sull’Illuminismo penale, Aracne, Roma 2012 (in particolare i capp. 1 e 3).

Modalità di esame, prerequisiti, esami propedeutici

Esame in un'unica volta o suddiviso in partiunico
Modalità di accertamento conoscenzeEsame
Giudiziovoto verbalizzato in trentesimi

Prerequisiti e modalità di esame La preparazione dello studente è accertata attraverso un esame orale.

Organizzazione della didattica

Settori e relativi crediti

  • Settore:IUS/20 - Filosofia del diritto - Crediti:6
Attività didattiche previste

Lezioni: 45 ore

Ricevimento Docenti

Orario di ricevimento Docenti
DocenteOrario di ricevimentoLuogo di ricevimento
MARIO RICCIARDI , responsabile dell'insegnamentosu appuntamento tramite e-mail all'indirizzo: mario.ricciardi@unimi.itSezione di filosofia e sociologia del diritto

Avvertenze e altre informazioni

Per gli studenti frequentanti e non frequentanti il programma è lo stesso. Gli studenti possono contattare il docente per discutere la possibilità di concordare un programma alternativo, di impegno equivalente a quello indicato, che tenga conto dei loro interessi personali.

Per comunicare con il docente usare il seguente indirizzo e-mail:
mario.ricciardi@unimi.it